La sicurezza in auto è riconducibile sia a fattori esterni che a fattori interni (individuali). I fattori esterni sono spesso imprevedibili. Ad esempio, le condizioni meteorologiche, lo stato del manto stradale, le condizioni del traffico, il comportamento dei mezzi o dei pedoni che ci circondano, etc. I fattori interni invece sono riconducibili al mezzo che guidiamo ed alle nostre capacità di guida. Sui fattori esterni non ci è possibile intervenire direttamente ma solo adottare alcuni accorgimenti come il mantenimento della distanza di sicurezza, la cautela nella guida in caso di nebbia o pioggia e nel traffico intenso. Al contrario i fattori interni dipendono dalle caratteristiche di progettazione della nostra auto e dal nostro stile di guida. Nello specifico, la sicurezza di un auto si distingue in sicurezza passiva e sicurezza attiva:
La sicurezza passiva è rappresentata da tutti quei componenti intrinseci, studiati dal costruttore in fase di progettazione, atti a proteggere gli occupanti e quindi a ridurre il più possibile le conseguenze che gli stessi possono subire a seguito di un urto. Questi sono rappresentati dagli airbag, dalle cinture di sicurezza, dai poggiatesta, dai dispositivi di ritenuta per bambini e dalla struttura del telaio che, grazie a specifiche zone di assorbimento, consente di ridurre l’energia dell’impatto sugli occupanti del veicolo.
la sicurezza attiva è rappresentata invece da tutti quei dispositivi installati sulla vettura atti a ridurre e se possibile evitare, che si verifichi un urto come ad esempio: ABS, ESP, ASR, i sistemi anticollisione, l’avviso in caso di colpo di sonno, i sensori dell’angolo cieco sul retrovisore, i sistemi di assistenza nella guida in colonna (mantengono automaticamente la traiettoria e la distanza di sicurezza) e l’avviso contro l’uscita di corsia.
Infine, per ultimo, ma non certo meno importante, trattiamo il terzo fattore, quello individuale che riteniamo determinante per l’innalzamento globale della sicurezza ovvero lo stile e le capacità di guida del mezzo.
Purtroppo, molto spesso, i vantaggi offerti da un’auto con buona sicurezza attiva e passiva, vengono vanificati da uno stile di guida scorretto e/o non all’altezza di determinate situazioni che si possono venire a creare su strada.
E’ importante disporre di un mezzo sicuro, ma è altrettanto importante saper reagire correttamente a situazioni di emergenza, in modo da poter prevenire ed evitare l’impatto o comunque limitare i danni. Quanto detto sembra scontato, ma non lo è poi così tanto.
E’ un luogo comune pensare che avere la patente da molti anni sia sufficiente per essere in grado di affrontare anche situazioni di emergenza. Guidare l’auto quotidianamente da 20/30 anni non corrisponde obbligatoriamente a saper reagire ad eventi difficili da gestire per un comune automobilista a cui magari, per fortuna, non si sono mai presentati.
Se questo è valido per guidatori con molti anni di patente alle spalle, è ancor più valido per i neopatentati che mancano anche dell’esperienza minima di base che si forma normalmente nel tempo.
A tale proposito, riportiamo un episodio accaduto ad un nostro collaboratore tanti anni fa, poco tempo dopo aver preso la patente, intorno ai 19/20 anni:
Era alla guida di un’auto di piccola cilindrata con assetto morbido e gomme strette, quindi con un un rollio molto accentuato e limiti di aderenza bassi. Si stava recando con un amico in Discoteca al ritorno da una festa di compleanno, erano circa le 22.00 ed era perfettamente vigile e sobrio (è astemio!), la strada era da lui poco conosciuta ed era in discesa con alcune curve.
Preso dall’euforia classica dei giovani dell’età e che non necessariamente deriva dall’assunzione di alcool o droghe (delle quali non ha mai fatto uso in vita sua!) ha aumentato un poco l’andatura, per dimostrare all’amico le sue doti di guidatore, ma complice la discesa ed i suddetti limiti dell’auto – che l’inesperienza e le scarse conoscenze tecniche non gli aveva fatto valutare – trovandosi ad affrontare una curva piuttosto stretta, ad una velocità di poco superiore ai 50 Km/h, appena toccato il freno per decelerare il più possibile ed evitare di andare dritto, l’auto ha perso aderenza al retrotreno ed ha sovrasterzato con decisione fino a ruotare su se se stessa di 180° in mezzo alla strada arrestandosi. Fortunatamente, non sopraggiungeva nessuno e non vi è stata alcuna conseguenza ne per lui, ne per l’auto ne per l’amico che aveva accanto. Questo episodio gli è stato però di grande lezione perchè gli ha fatto capire quanto grande fosse ancora la sua inesperienza, quanto fosse importante conoscere i limiti che la fisica e lo stile di guida impongono ad un auto in movimento e quanto fosse fondamentale saper valutare le caratteristiche dinamiche della macchina che si sta guidando come ad esempio la presenza o meno di un assetto adeguato alla guida sportiva.
Analizzando quelle che vengono definite come le stragi del sabato sera, concordiamo che spesso vi possono essere cause riconducibili all’impiego di alcool o droghe, non si può però assimilare tutti i giovani che purtroppo hanno avuto incidenti anche gravi nel Week End, a degli alcolizzati oppure a dei drogati. Riteniamo invece che alla base di molti sinistri, ci sia anche l’eccesso di esuberanza e di sicurezza in se stessi caratteristici dell’età, che, uniti all’inesperienza e alla stanchezza, portano a volte a compiere dei banali ma fatali errori di valutazione, con le tragiche conseguenze che tutti conosciamo. Quello che vogliamo dire con questo, è che secondo noi, per rendere consapevole un neopatentato di cosa ha tra le mani quando guida, non è sufficiente insegnargli a rispettare il codice della strada, i limiti di velocità, a fare manovra in un parcheggio, oppure entrare una volta in un’autostrada dritta come un fuso: ma sarebbe opportuno dimostrargli in pratica, su una pista lontana dal traffico, che cosa succede quando si superano i limiti fisici di un auto, dimostrargli che non è poi così difficile superarli e insegnargli come reagire nel modo corretto.
Non tutti diventeranno dei piloti di Formula 1, ma almeno qualche brivido, controllato da un istruttore che li assiste al loro fianco, gli provocherà il giusto timore e quella consapevolezza che potrebbe salvargli la vita o comunque che li farà rendere conto dei propri limiti di reazione. Tutto questo, prima di avere in mano la patente, perchè dopo potrebbe essere troppo tardi!
Stesso discorso, ma in modo diverso, si può applicare a chi la patente la ha già da molti anni. In questo caso, spesso si sono radicati nel tempo vizi di comportamento difficili da togliere come: una errata posizione delle mani sul volante, errata postura durante la guida, etc cose che apparentemente sembrano banali, ma nel momento del bisogno consentono di affrontare nel migliore dei modi le situazioni di emergenza.
Quindi, per colmare queste lacune, secondo noi, l’unico modo è considerare seriamente l’opportunità di iscriversi ad un corso di guida sicura nel caso di chi la patente la ha già e nel caso dei praticanti con foglio rosa, sarebbe auspicabile inserire obbligatoriamente, durante le prove di guida per il conseguimento della patente, delle sessioni pratiche di guida sicura presso centri specializzati a tale scopo.
Capiamo che tutto questo ha un costo aggiuntivo a volte anche notevole, ma la vita è la vita e quella non ha prezzo.
Lo Staff di AutoConsulting
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