(Immagine di proprietà del Gruppo FCA)
Recentemente è stata presentata la nuova famiglia di motori a benzina del gruppo FCA, denominata FireFly. Queste motorizzazioni dispongono di una particolare architettura che ha consentito di ottenere ottimi risultati in termini di efficienza, modularità e predisposizione ad evoluzioni future. Nello specifico, i propulsori sono stati sviluppati con struttura modulare, sulla base di una unità cilindro da 0.33 litri, e sono realizzati interamente in lega d’alluminio per garantire un elevata leggerezza (il peso della versione 3 cilindri è di soli 93 kg).
Allo stato attuale, sono in produzione due versioni: 1.0 litri e 1.3 litri entrambe turbocompresse. Il primo è un tre cilindri da 120 CV e 190 Nm di coppia massima mentre il 1300 Cm3 è un quattro cilindri con 150 CV e 270 Nm di coppia disponibile anche in una versione potenziata a 179 CV.
L’insieme di tecnologie che hanno consentito il raggiungimento degli ottimi risultati in termini di potenza, coppia, consumi ed emissioni, è rappresentato dall’impiego dell’iniezione diretta di benzina, di un turbocompressore a inerzia ridotta (per favorire la prontezza di risposta in ripresa) e dalla terza generazione del sistema MultiAir di controllo dell’apertura e chiusura delle valvole. Proprio grazie al MultiAir III sono stati ottenuti notevoli miglioramenti in termini di efficienza della combustione, con conseguente abbassamento dei consumi di carburante ed incremento della potenza.
Dal punto di vista delle emissioni, i motori FireFly rispettano già la normativa Euro 6/D-TEMP e sono dotati di filtro anti-particolato per motori a benzina GPF (Gasoline Particulate Filter).
Al momento, i modelli del gruppo FCA che montano questa tipologia di motori, sono la Fiat 500 X e la Jeep Renegade ma le applicazioni saranno sicuramente ampliate. Inoltre, questi propulsori sono stati progettati per i futuri step evolutivi tra i quali è prevista l’elettrificazione sia con soluzioni Mild Hybrid che ad alto voltaggio.
Lo Staff di AutoConsulting

