Classiche di domani: la Honda CR-Z

In un momento storico in cui tutte le case automobilistiche stanno investendo e scommettendo sull’elettrificazione dei motori a combustione interna, considerare potenzialmente classica una ibrida come la Honda CR-Z potrebbe sembrare un controsenso, ma analizzando meglio le caratteristiche salienti di questo modello, emergono degli elementi che, secondo noi, per la loro particolarità fanno della piccola coupè giapponese un auto destinata a rimanere esclusiva nel panorama delle Ibride, specialmente considerando che è stata sviluppata ormai da oltre un decennio. Lanciata sul mercato nel 2010, la CR-Z si distingue stilisticamente per la linea a cuneo che riprende in chiave moderna i tratti distintivi della Honda CRX degli anni 80. Le carreggiate larghe, caratterizzate dai fianchi “muscolosi”, conferiscono aggressività all’insieme ed esprimono una dinamicità enfatizzata anche dalle nervature sulle portiere. Lo spazio a bordo è buono davanti, un po’ meno dietro dove troviamo due strapuntini adatti solo a dei bambini. Stesso discorso può essere fatto per la visibilità, che risulta piuttosto limitata nei tre quarti posteriori. Presenti, come ci si aspetta da una coupè, elementi sportivi come: la pedaliera in alluminio, il volante in pelle e i sedili avvolgenti con seduta bassa. I materiali e le finiture non sono lussuosi ma di buona qualità. Molto futuristica, per un auto di dieci anni fa, la plancia e la strumentazione mista analogica e digitale con una grafica che non la rende troppo superata, neppure mettendola a confronto con auto di produzione attuale.
Dal punto di vista tecnico, la CR-Z, come del resto la Insight e la Jazz ibrida dell’epoca, si avvale della tecnologia Ibrida Honda IMA (Integrated Motor Assist) un sistema ibrido parallelo dove sia il motore termico che quello elettrico trasmettono la coppia alle ruote motrici e dove il propulsore a benzina può ricaricare la batteria del motore elettrico.

La componente termica è deputata ad un 1500 Cm3 a benzina di 114 Cavalli a 6100 giri/min e 145 Nm di coppia a 4800 giri/min, mentre il motore elettrico, posto tra il cambio e il propulsore a ciclo otto, ha una potenza di 14 CV e una coppia di 78 Nm. La combinazione dei due motori consente di raggiungere una potenza massima di 124 Cavalli e una coppia di 174 Nm. La trasmissione è affidata ad un ottimo cambio manuale a sei marce al posto dei consueti automatici a variazione continua o doppia frizione, presenti solitamente nelle vetture ibride, una caratteristica che riteniamo resterà unica per questa tipologia di auto. Altra particolarità, è la presenza del sistema 3-Mode Drive che agendo sulla risposta di sterzo, acceleratore e sull’intervento del sistema ibrido, consente di modificare il comportamento della vettura che può essere votato all’economicità oppure alla sportività. Sono infatti selezionabili tre modalità di guida: economica, normale e sportiva. Anche i colori del cruscotto si modificano in base alla scelta, partendo dal verde della modalità ECON al blu dello “step” intermedio NORMAL per poi passare al rosso della SPORT. Su strada la CR-Z non ha un comportamento da sportiva dura e pura, prevale la sua natura ibrida a tutto vantaggio dei consumi che risultano sempre bassi. Del resto, la potenza non è tantissima ma il piacevole rombo allo scarico, lo sterzo solido e piuttosto diretto (particolarmente in SPORT) ed il cambio preciso e dalla corta escursione, soddisfano anche gli sportivi. Le prestazioni sono influenzate in modo particolare dalla carica delle batterie, con una risposta in ripresa molto più incisiva quando il livello degli accumulatori è al 100%. La tenuta di strada e l’agilità tra le curve sono buone, ma il retrotreno è sotto stretta sorveglianza dell’ESP in quanto a causa del pacco batterie montato posteriormente a sbalzo, forzando il ritmo tra le curve, l’auto ha una spiccata tendenza ad allargare le traiettorie con il posteriore, una caratteristica che, per i più smaliziati, potrebbe rivelarsi anche un pregio, se sfruttata nel modo corretto, ma che si è reso necessario tenere sotto controllo per rendere il mezzo gestibile senza problemi dalla maggior parte dei guidatori.

In sintesi, riteniamo che la CR-Z sia un auto particolare e personale, destinata secondo noi a rivalutarsi nel tempo, in virtù delle caratteristiche salienti e della limitata disponibilità di esemplari sul mercato, viste le scarse vendite del modello, specie negli ultimi anni della produzione che è terminata nel 2016. Un auto, a nostro avviso, incompresa e forse troppo avanti per l’epoca, quando il diesel la faceva da padrone e il “dieselgate” era ancora troppo lontano per convincere i clienti ad investire una somma piuttosto consistente in una piccola ibrida che si è rivelata, con il senno di poi, ancora oggi valida ed attualissima.

Lo Staff di AutoConsulting

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